Monica Melotti
da "Voglia di Gioia"

Intervista a Francesco Alberoni

Quasi trent’anni di studi sull’amore, il libro Innamoramento e amore, la prima sintesi delle sue ricerche usci nel 1979. Francesco Alberoni, 75 anni, sociologo e scrittore di fama mondiale, ha dedicato un libro all’amicizia nel 1983 tradotto in diverse lingue. Un’opera che approfondisce questo sentimento, che si costituisce poco per volta col succedersi degli incontri, sulla base del principio di realtà. L'amicizia è perciò amore, ma amore morale. Da qui la definizione: l'amicizia é la forma etica dell'eros.

Lei dice che l’amicizia è più esigente dell’amore, perché?
«L’amicizia è un sentimento morale. E’ una relazione che compare molto presto nell’infanzia, già verso i cinque anni e diventa estremamente importante dopo i sei, sette. E si distingue subito nettamente dall’amore e dall’innamoramento. Come noi adulti anche il bambino si innamora di qualcuno prima ancora di sapere se sarà ricambiato. L’amore è fin dall’inizio scommessa, rischio. L’amicizia, invece, è fondata su prove reali che consentono di avere fiducia. Il bambino racconta all’amico o all’amica del cuore cose che non direbbe mai ai genitori. Lo fa perché l’amico sa tenere il segreto e lo aiuta anche se sono tutti contro di lui. L’amicizia deve basarsi sulla reciprocità, l’amore no».

La più grande catastrofe dell’amicizia è il tradimento, ci sono i segnali per riconoscerlo?
«No. Il tradimento si presenta nel modo più improvviso. Accorgerti che la persona su cui contavi ciecamente ha mentito, che ti ha accusato ingiustamente. Non c’è trauma maggiore nell’infanzia, salvo l’abbandono dei genitori e in particolare della madre. Il vero amico nel momento del bisogno ti sta vicino, é colui che ti comprende, con cui confidarsi, di cui puoi avere fiducia, che sta dalla tua parte, che ti rende giustizia. Se ci inganna o ci abbandona l’amicizia si spezza e non si raggiusta più. Possiamo perdonare, ma è finita. Solo se c’è stato un equivoco si può ricominciare, ma anche se dovesse riprendere resterebbe sempre un’ombra. La parola amico però ha tre significati diversi, può indicare una persona importante di cui ci vantiamo di essere conoscenti, oppure delle persone con le quali abbiamo buoni rapporti, per esempio i colleghi di lavoro o i vicini di casa, infine c’è l’amico del cuore, del quale ti fidi ciecamente. Sono molto rari, a volte può essere uno solo».

L’amicizia per secondi fini, interesse, calcolo, può ancora essere definita amicizia?
«In questo caso si tratta di ipocrisia. Alcune persone non hanno amici, stabiliscono solo relazioni con coloro da cui ricavano un vantaggio, pronti a sbarazzarsene quando non servono più Nei loro riguardi usano tutte le arti della seduzione, si mostrano cordiali, simpatici, proclamano ogni giorni la loro amicizia. Per scoprirli bisogna osservare come si sono comportati con i loro amici precedenti. Ci sarà senz’altro qualcuno con cui si è comportato male, che se ne è fidato ed è poi stato tradito. Questi tipi di personaggi si trovano nella politica o dove è in gioco molto denaro, dove l’alleato di oggi può tradirti il giorno dopo».

Come coltivare l’amicizia? Sono sufficienti sincerità e spontaneità?
«Vorrei fare una precisazione. L’amicizia ha una struttura granulare, l’amore una struttura continua. Quando incontro un amico, anche dopo un anno, ho l’impressione di continuare la conversazione che aveva iniziato quando l’avevo lasciato, perché nell’amicizia il tempo non ha importanza. L’amico è libero di fare ciò che vuole, non deve renderti conto di come ha trascorso il suo tempo. La struttura dell’amore è continua, già a distanza di un giorno tu vuoi sapere cosa ha fatto l’altro, cosa ha fatto durante la tua assenza. Nell’innamoramento arriviamo addirittura allo spasmo temporale. E’ doveroso coltivare l’amicizia. Quando sono veramente amico di qualcuno non devo incontrarlo solo quando se ne presenta l’occasione, non devo parlargli solo quando chiama. Ma devo anche telefonargli per sapere come sta, per cercare di capire se ha bisogno di qualcosa, essere pronto ad aiutarlo prima che lui me lo chieda. Che razza di amico è quello che non si fa vivo per anni, che ignora tutti i miei problemi e che mi lascia solo nei momenti del dolore e del pericolo? Una regola basilare dell’amicizia è rispondere immediatamente appena l’altro ti chiama, il subito è molto importante, ma senza essere invadenti. Molti concepiscono l’amicizia come un rapporto senza doveri, perché dicono essere fatta solo di sincerità e spontaneità. Ė sbagliato. L’esaltazione della spontaneità è uno motivi del naufragio della coppia moderna e ancora di più lo è per l’amicizia. Due amici resistono se si impegnano seriamente a restare in rapporto, a capirsi, ad aiutarsi, ad essere reciprocamente fedeli».

L’amicizia cambia nella Terza età?
«No. L’amicizia resta sempre uguale, dai cinque agli ottanta anni. Contrariamente a quanto molti pensano, l'amicizia è presente tanto nei maschi che nelle femmine, tanto negli adulti che nei bambini e la sua struttura resta la stessa. Mentre l'innamoramento é incertezza, batticuore, l'amicizia è certezza e fiducia. Mentre l'innamoramento é esclusivo, l'amicizia è reticolare. Noi possiamo avere più di un amico che, a sua volta ne ha degli altri, e così via. Il cambiamento si verifica nel modo di tenere i contatti. Ora è più facile avere amici anche se sono lontani, basta sentirsi per via epistolare o per posta elettronica».