Profumi&Viaggi

di Monica Melotti

La voglia di viaggiare è sempre più forte in questo periodo, cosi abbiamo indagato sul legame tra i profumi e i viaggi. E abbiamo avuto la conferma che un’essenza può farci andare  verso destinazioni conosciute ma anche verso paesi inesplorati. E voi sapete viaggiare attraverso un profumo? Leggete qui.

Quando riprenderemo a viaggiare? In questo periodo di “soft lockdown” è una delle domande che ci poniamo. A breve potremmo viaggiare nella nostra bella Italia, ma la mente vaga verso paesi stranieri, mete esotiche, città romantiche o ultramoderne. E siccome i viaggi cominciano dentro la testa, nel nostro cervello, le fragranze possono portarci verso destinazioni conosciute, ma anche verso località inesplorate. Il profumo diventa il pretesto per fare il giro del mondo. «Sono convinto che la nostra mente possa ricreare un luogo e le sue sfaccettature olfattive anche se non si è mai visitato», dice Sergio Momo, founder & creative director di Xerjoff, una maison di fragranze artistiche. «Attraverso i racconti, immagini, suoni e musica, abbiamo creato di recente APOLLONIA, un profumo dedicato alla Luna che probabilmente nessuno mai annuserà. Ma siamo riusciti lo stesso a raccontare il pianeta, lavorando sulla percezione astrofisica e quella romantica che gli appartiene».

Serge Lutens Ambre Sultan (con note di ambra, cisto e vaniglia), Fleurs d’oranger (vibrante, con fiore d’arancio enfatizzato da zibetto), La fille de Berlin (una rosa con le spine)dalla Collection Noire ispirati allo zellige, le tradizionali piastrelle in ceramica che decorano moschee e palazzi in Marocco.

Bergamote Calabria Aqua Allegoria di Guerlain, il Bergamotto, agrume prezioso, illumina questa fragranza vivace e radiosa e ci sembra di passeggiare in Calabria tra i giardini di Bergamotto e raccoglierne i frutti baciati dal sole.

Alla ricerca di sensazioni

Tutti i grandi nasi viaggiano per il mondo alla ricerca di nuove idee, d’impressioni e d’immagine olfattive. Viaggiano anche per trovare le migliori basi naturali, gli ingredienti di ottima qualità per creare “le jus”. Questo legame così intenso viene approfondito nel libro “Viaggi e profumi” di Gianni De Martino e Luigi Cristiano (Ed. Apogeo), un libro che ripercorre la mappa geografica: dalla desertica vallata del Dadès all’umida foresta messicana; dai cieli azzurri della macchia mediterranea alle strade notturne di Istanbul; dalla V Avenue, cuore pulsante di New  York, alle Medine delle citta arabe. Così apprendiamo che Jean Paul Guerlain compra solo il bergamotto in Calabria, il sandalo e la tuberosa in India. Serge Lutens, invece, è fortemente legato al Marocco, vive a Marrakech da oltre 30 anni, e nei suoi profumi fa sempre risaltare le materie secche, i legni come il sandalo, il cedro, l’oud, “la nobiltà della profumeria” come la chiama lui. Edmond Roudnitska, uno dei più grandi profumieri, a lui si deve la creazione di Eau Sauvage che ha segnato una svolta nella profumeria maschile orientata verso le Eaux Fraîches, era molto legato a Grasse, la città dei fiori per eccellenza.

La memoria olfattiva

Ognuno di noi ha una memoria olfattiva, le note che fanno parte del nostro bagaglio personale, capaci di suscitare emozioni e ricordi. «Le note degli ambienti chiusi come l’odore del pane appena sfornato, le scorze degli agrumi spremuti, i muschi bianchi, che ci riportano alla freschezza delle lenzuola appena lavate con i saponi di Marsiglia», continua Momo, «E ancora la cucina con i dolci, il burro, la vaniglia, lo zucchero, le spezie del Natale, il vino dolce delle celebrazioni in famiglia. Ci sono le note “all’aperto”, come l’aria salmastra del mare e la vegetazione alpina, l’erba appena tagliata, la pioggia. Poi abbiamo le note personali, quelle che appartengono a una sfera privata, difficilmente condivisibili e complesse da raccontare. Infine i nostri viaggi, che ricordiamo non solo attraverso le foto ma anche dagli odori che abbiamo incontrato durante il cammino. Odori e profumi conosciuti e quindi più facilmente e velocemente “rintracciabili” quando si ripresentano».

Storie Veneziane Atto I di Valmont, i flaconi traslucidi richiamano il vetro di Murano e le maschere colorate incastonate su di essi splendono come gemme preziose. Nelle fragranze, tutte dedicata a quartieri storici di Venezia, ritroviamo i profumi del cuoio, dei fiori, delle spezie, dei legni.

Spritz Veneziano di Tuttotondo: spritz: prosecco, aperol, selz e fetta d’arancia. Tuttotondo ha creato un profumo che ricorda il drink inventato, tra Venezia e Padova, intorno agli anni Venti.

Le note più evocative

Ci sono note che ci ricordano il mare, una bella giornata di sole, il fascino dell’Oriente? Piramide olfattive che ricreano gli odori dei mercati, dei deserti, di isole lontane? «Certo, i profumi sono sovente delle esasperazioni artistiche di odori che si trovano in natura o in luoghi precisi», dice Momo. «Il mare si rappresenta con delle note ozoniche. L’Oriente e l’Africa sono ricchi di profumi e note forti e molto connotanti, il caldo esaspera le note e fa viaggiare le molecole molto lontano con marcata persistenza. Il legno di sandalo, l’Oud, le ambre e i muschi, le spezie, il caffè e l’incenso raccontano l’Oriente. Le Indie e il Sud est asiatico trovano la loro espressione nei fiori esotici come Ylang Ylang e Gelsomino, nella frutta esotica, mango e ananas, e nelle piante aromatiche. Le isole lontane, in particolare quelle indiane, si rappresentano con note speziate mentre le isole caraibiche o cubane sono ricche di universi olfattivi che rimandano al Rum e alle piantagioni di tabacco fresco. Un’ultima precisazione: le note possono essere di estrazione naturale, sintetica o un mix dei due, l’importante è riuscire nell’impresa di far viaggiare, chi indossa il profumo, su un tappeto magico verso la meta preferita».

(Fonte: Vogue.it)

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