Profumi e quadri

Esiste una separazione tra pittura e profumeria. I quadri sono appesi ai muri e sono materiali, mentre i profumi sono invisibili ed effimeri. Ma il profumo è una forma d’arte che spazia in molti campi artistici, tra cui anche la pittura. Ecco come alcune fragranze si sono ispirate ai pittori e a movimenti artistici

di Monica Melotti

Può un dipinto ispirare la creazione di un profumo? Come abbiamo più volte ripetuto il mondo dei profumi è un’arte, un linguaggio emozionale che può spaziare nella letteratura, nel cinema, nella moda, nella musica e anche nella pittura. Gli stessi elementi aspirazionali che si riscontrano nella pittura, emergono anche nell’arte profumiera. L’attestazione che il profumo sia una forma d’arte arriva anche da importanti istituzioni come il Moma (Museum of Modern Art) di New York  che alcuni anni fa, commissionò un importante progetto “The Art of Scent 1889 -2012”, sull’arte olfattiva.  Il progetto, curato da Chandler Burr, giornalista olfattivo e scrittore, ripercorreva l’evoluzione del profumo, dalla creazione artigianale fino a quella su ampia scala. Il profumo si lega alla ceramica? La conferma viene dall’incontro tra la profumeria artistica di Calè e l’arte ceramica, in occasione della Milano Re-Design City. Dala 28 settembre fino al 10 ottobre  nei negozi Calé si svolge “Gli Essenziali”, un’esposizione delle opere dei ceramisti Andrea Salvatori e POL . Un inedito percorso olfattivo che ci spiega come  l’alchimia dei profumi, in cui la materia assume nuova vita nella fragranza, sia simile alla prassi ceramica in cui polveri e terra si trasformano attraverso la manualità degli artisti.

E che dire del Museo del Profumo inaugurato a Parigi nel 2016, nell’elegante Rue Faubourg Saint Honoré?  Uno spazio di 1400 metri quadri, su tre piani, dove si racconta la storia del profumo, tratto distintivo della cultura francese. Una passeggiata olfattiva tra i segreti della produzione del profumo, accompagnata da una magnifica collezione di oggetti preziosi che ripercorrono la storia del profumo dall’antichità ai giorni nostri. Sempre a Parigi, questa volta al museo del Louvre che, l’anno scorso in collaborazione con il brand L’Officine Universelle Buly 1803, ha voluto creare una linea di 8 profumi ispirati alle opere del Museo. Sono stati incaricati 8 profumieri francesi che dovevano scegliere un’opera e aggiungere una dimensione olfattiva all’esperienza visiva. Che profumo può avere la Venere di Milo? Un mix di gelsomino, neroli, petali opachi di magnolia, ambra e legno sacro, secondo il naso Jean Cristophe Hérault, mentre la Grande Odalisca di Ingres, secondo Domitille Michalon Bertier, è un mix di pepe rosa e incenso, arricchita da note muschiate. E la Nike di Samotracia? Secondo Aliénor Massent, l’iconica scultura ha un profumo di delicati fiori di tuberosa bianchi mescolati con la mirra legnosa.

Come applicare un profumo, pubblicità d’antan

Pot Pourri dipinto di Herbert Draper (1897)

Una rappresentazione di Adamo ed Eva

Il profumo, da sempre, è una potente arma di seduzione

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