Inclusività è il focus per il make up del prossimo autunno

Occhi in primo piano e cura della pelle per un risultato naturale e non artefatto. Ecco i trend i make up e acconciature dalle sfilate milanesi per l’AI 2021-22

Archiviate le settimane della moda di New York e Londra, oggi termina anche quella di Milano, in versione digitale causa pandemia, per la stagione Autunno/Inverno 2021-22.  La Fashion Week di Milano è stata più composta e autentica rispetto ai guizzi inaspettati intercettati sulle passerelle di New York e Londra. «Lo definirei uno starting point, un ricominciare da zero, come durante l’epoca neorealista italiana nell’immediato dopoguerra. In queste sfilate abbiamo visto ritornare la bellezza autentica, unica e inimitabile», dice Michele Magnani, Global Senior Artist di Mac Cosmetics. «In passerella hanno sfilato beauty look diversi tra loro, ma tutti che affermano l’individualità e l’inclusività con etnie ed età diverse. E’ un messaggio di grande forza e modernità, lontano da quello che viene proposto dai social, qui troviamo la donna vera che si prende cura della propria pelle per un risultato naturale e non artefatto. Il make up esalta punti luce e contouring molto discreti e quando diventa importante è quasi felliniano con eyeliner grafici e labbra rosse decise. Non si seguono dei diktat o delle linee guida, la donna attraverso il make up è libera di esprimere il proprio io, protagonista della propria vita e della propria bellezza».

Il make up naturale di Emporio Armani, realizzato dalla guru Linda Cantello, un trucco facile e fresco dove le modelle sembravano semplici e libere. L’unico accento è stato il mascara sulla ciglia superiori e le sopracciglia ben disegnate.

Dita Von Teese per Moschino, Jeromy Irons per sua collezione Jungle Red guarda agli anni Cinquanta. Il make up, realizzato dal mua Kabuki di Mac Cosmetics, esalta la bellezza delle dive di quell’epoca on rossetti rossi e fucsia intensi e cut crease decisi dalle linee sinuose.

Occhi in primo piano

Gli occhi diventano ancora più importanti dato che la bocca è coperta dalla mascherina.  La creatività e la libertà di espressione si concentrano sullo sguardo con smokey eyes grafici, eyeliner winged, mascara a gogo, un make up a tratti eccentrico. Lo abbiamo visto da N°21, dove Luciano Chiarello, key artist per Shiseido, ha realizzato un make up bold con linee decise e molto allungate ed accenti di grafite metallici negli angoli interni dell’occhio . Il risultato è stato uno straordinario look gotico moderno.  Prada, di solito molto classica, ha scelto un beauty look futuristico, il trucco realizzato da Pat McGrath era caratterizzato da occhi magnetici sui toni argento e oro. Sguardo fumoso giocato sui toni del grigio-nebbia nel makeup di Petros Petrohilos realizzato per Etro, mentre Max Mara ha voluto un ombretto effetto smudge verde oliva su tutta la palpebra, allungato verso l’esterno, senza mascara. La mancanza del mascara viene compensata da sopracciglia audaci e molto curate. Il coup de théâtre arriva da Moschino, lo stilista Jeremy Scott per la sua collezione Jungle Red guarda agli anni Cinquanta e lo fa portando in passerella ospiti d’eccezione come Miranda Kerr, Winnie Harlow e Dita Von Teese. Il make up, realizzato dal mua Kabuki di Mac Cosmetics, esalta la bellezza delle dive degli anni Cinquanta con rossetti rossi e fucsia intensi e cut crease decisi dalle linee sinuose, le nuance black&gold sono disegnate in modo da allungare lo sguardo: il nero intenso enfatizza la rima superiore mentre l’oro si evidenzia a metà palpebra. Ritorno anche dalla paint art, sempre da Moschino, una sezione della sfilata ambientata in un museo, mostra le modelle coperte di pennellate di vernice, viso compreso. Da Bluemarine, la truccatrice Inge Grognard ha disegnato farfalle di cristalli sul décolleté e sulle braccia delle modelle, una splendida alternativa ai gioielli.

 

Alberta Ferretti, uno sottile smokey eyes con i toni del nero e taupe per dare profondità allo sguardo e sopracciglia vistose, le soap brows, pettinate all’insù.

Max Mara ha voluto un ombretto effetto smudge verde oliva su tutta la palpebra, allungato verso l’esterno, senza mascara. La mancanza del mascara viene compensata da sopracciglia audaci e molto curate.

La freschezza sul volto

Make up versatili che trasmettono una bellezza autentica, ecco allora la rivincita del trucco naturale con una pelle glow. Lo abbiamo visto da Emporio Armani,  la guru Linda Cantello ha realizzato un trucco facile e fresco dove le modelle sembravano semplici e libere. L’unico accento è stato il mascara sulla ciglia superiori e le sopracciglia ben disegnate.  No make up anche da Alberta Ferretti, uno sottile smokey eyes con i toni del nero e taupe per dare profondità allo sguardo e sopracciglia vistose, le soap brows, pettinate all’insù. Peter Philips, direttore Creativo e dell’Immagine del Make-Up Dior, per Fendi ha realizzato un make up nude look monocromatico. La pelle è flawless, perfetta e radiosa, senza la minima imperfezione, le labbra sono naturali, solo un tocco di balsamo per renderle più morbide. Il focus è sulle sopracciglia, schiarite di più toni, rispetto al colore dei capelli.  Da Giorgio Armani, la pelle impeccabile viene esaltata da occhi profondi con un eyeliner nero e un tocco di bianco all’angolo interno dell’occhio, incorniciati da ciglia folte e sensuali. Le labbra sono naturalmente colorate.

Da Prada, un hairdo con treccine che partono dalla testa, raccolti in chignon bassi, realizzato dal guru Guido Palau

Borbonese  porta in passerella il taglia mullet, la frangia, mini e a metà fronte, accompagna anche i tagli femminili più corti. Una nuova idea di borghesia.

Hairdo

Il mantra delle sfilate è stato un inno a una donna libera, indipendente ed autentica e questa libertà si è vista anche per gli hairlook, tra i più svariati, alcuni dei veri e propri tagli manifesto. Cominciamo con le treccine afro, sempre più diffuse, di supporto alla protesta Black Lives Matter. Le hanno volute Fendi, treccine che partono dalla testa, raccolti in chignon bassi e Marni, treccine afro lunghissime e bionde. Ritorno del taglio mullet, simile a quello di Jane Fonda quando protestava contro la guerra del Vietnam, del resto i capelli sono spesso un atto politico. Il taglio mullet con frangia, dalla texture un po’ grunge, realizzato da Tony&Guy per N° 21, da Max Mara un mullet cortissimo da essere confuso per un pixie molto lungo, mentre da Brunello Cuccinelli, un bob cortissimo. Ma c’è stato il ritorno della coda, un jolly per ogni occasione, perfetta per questi momenti d’incertezza, realizzata da Mitù insieme al team Wella Professional per Alberta Ferretti, mentre da Elisabetta Franchi la coda diventa bassa e super sleek. Ritorno anche del wet styling, il guru Guido Palau per Prada ha creato teste bagnate iperdefinite con delle basette laterali molte delineate. Stesso mood per gli hair look realizzati da Tony&Guy per Andrea Pompilio, i capelli lasciati volutamente naturali hanno un finish wet molto vissuto. Addio allo stile wavy contemporaneo, Moschino ha voluto acconciature con onde e raccolti d’altri tempi, maxi chignon grazie alle cotonature e raccolti a “banana”, un chiaro richiamo alla Holly Golightly di Colazione da Tiffany.

Il make up di Giorgio Armani, realizzato da Linda Cantello, si ispira all’atmosfera notturna e ai riferimenti eclettici della collezione, lo sguardo è al centro dell’attenzione: ciglia folte e sensuali, eyeliner nero e un tocco di bianco strizzavano l’occhio al passato, accentuato da una pelle impeccabile e labbra naturalmente colorate. Glamour assolutamente moderno

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