Profumi e Moda

Il profumo che si sceglie, veste come un abito e contribuisce a completare la definizione della propria identità e di quello che vogliamo comunicare. Scopriamo il legame tra il profumo e la moda, attraverso un viaggio che dura un secolo

di Monica Melotti

Non si può scrivere la storia della moda senza legarla al profumo.  Mettersi il profumo è come indossare un abito, è una scelta di relazione, di comunicazione della propria personalità, una firma emotiva che resta impressa nella scia. «Il profumo che si sceglie, veste come un abito e contribuisce a completare la definizione della propria identità», spiega Paola Pizza, psicologa della moda (www.psicologiadellamoda.com ) «Dopo aver scelto abiti, accessori, colori, make up e hairstyling, il profumo arricchisce la propria comunicazione con una nota olfattiva per farsi ricordare. Gli odori, infatti, trasmettono molte informazioni che si ricordano più delle immagini e hanno un forte potere evocativo. Un aroma ci fa ricordare una persona anche in sua essenza, il naso spesso è la via della memoria».

Chanel N° 5. L’anno di lancio di questo profumo icona è il 1921. Un’essenza voluta fortemente da Coco Chanel che chiese a Ernest Beaux, ex profumiere alla corte degli zar, di creare un profumo diverso da quelli in circolazione. Si respira l’impronta dell’innovazione dove per la prima volta vengono usate le aldeidi sostanze sintetiche all’epoca poco usate in profumeria.

Shalimar Vacuità, eleganza, un sentore di decadenza, in questo profumo creato nel 1925 da Jacques Guerlain, che lo realizzò ispirandosi, per il nome, agli splendidi Giardini Shalimar. Le suggestioni esotiche dell’ambiente indiano evocano anche la principessa indiana Mumtaz Mahal in onore della quale il marito fece costruire il più celebre dei mausolei, il Taj Mahal.

Il profumo è un passaporto olfattivo

Il profumo è una sintesi impalpabile, ha un legame debole con le parole, si esprime per metafore e sinestesie. Può seguire le scie della moda. L’essenza prima traccia un identikit personale e poi sociale. «Quando sentiamo un profumo lo valutiamo in termini di gradevolezza o sgradevolezza – continua l’esperta – Sentirlo provoca piacere o dispiacere, può affascinarci, deliziarci, intenerirci, renderci felici oppure può renderci tristi e paurosi. Ciò è dovuto al fatto che i profumi penetrano direttamente nel nostro cervello attraverso il naso, raggiungendo l’amigdala e l’ippocampo, strutture del sistema limbico connesse alla corteccia olfattiva, ed evocano emozioni intense. Le stesse emozioni che possono trasmetterci un cibo, un’opera d’arte, una musica, un abito, un colore. Diverse ricerche dimostrano la presenza di una correlazione tra i profumi e i colori e che questi vengono percepiti con un’intensità maggiore. Unire a un’essenza un abito o un accessorio colorato, ne intensifica l’effetto e innesca una percezione sinestetica. In pratica un senso ne attiva un altro, per esempio, si vede l’immagine di un abito vaporoso in seta rosa e si percepisce la leggerezza e la raffinatezza della stoffa».

Coque d’Or. Il flacone rappresenta un fiocco in oro e blu cobalto, disegnato da Jean-Michel Frank per Baccarat. Lanciato sul mercato nel 1937, il naso di questa fragranza è Jacques Guerlain.

Joy di Jean Patou. Un bouquet sontuoso, di rosa bulgara e gelsomini, rigorosamente selezionati durante la notte. Concepito, nel 1930, da Patou con la stessa accuratezza di un abito di Haute Couture, tanto che lo riservava a una cerchia ristretta di privilegiati: le clienti della sua casa di moda.

Essenze&Moda

Moda e fragranze, due mondi che trovano un punto d’incontro nella bellezza visiva e olfattiva.  Nel libro “Essenze di Stile” (Ed. 24Ore Cultura) di Nicoletta Polla- Mattiot viene analizzato questo legame attraverso i vari decenni, dagli anni Venti agli Ottanta. Il profumo racconta la moda di un’epoca, i profondi cambiamenti, l’evoluzione dell’immagine della femminilità. Senza dimenticare il flacone, da quello più elegante Art Déco con il vetro rivestito di motivi decorativi, di Lalique e Baccarat, fino a quello in vetro trasparente o satinato arricchito da un tappo prezioso ed elaborato.

Miss Dior. La prima fragranza della maison. Christian Dior nel 1947 fa esplodere il suo indimenticabile “new look” e lancia questo profumo che viene spruzzato durante la sfilata. Il primo flacone ricorda uno dei primi abiti del couturier: spalle arrotondate, vita stretta e gonna lunga svasata.

L’Interdit. Una fragranza iconica, creata nel 1956 da Hubert de Givenchy per la sua amica e musa Audrey Hepburn. Nel visuel pubblicitario il viso di Audrey è coperto da un velo leggero, come la scia di una fragranza, e con questa immagine l’attrice fu la prima testimonial nella storia della profumeria. In foto una delle prime bottiglie.

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